Edifici che hanno fatto Storia

Una via dove il commercio è sempre stato fiorente. Questa è ancora oggi la strada che risale per S. Marina Salina, il cuore pulsante delle imprese economiche del Comune salinese. Ed è qui che si trovava la bottega della famiglia Patini: all’inizio di Via Risorgimento. Antico negozio di tessuti, che nella prima parte del XX secolo operava in compagnia di tante altre attività, oggi è uno dei luoghi designati nel Fondo Patini, affinché diventi un centro per dar compimento al testamento della signora Pia.

Negozi, alimentari, barbieri… Accanto a loro c’era per l’appunto a putìa d’a Barisi, la bottega della barese. Sì, perché veniva proprio dalla Puglia la nonna paterna di Angeletta e Pia Patini, che una volta giunta sull’isola si era data da fare e aperto la propria attività, partecipando alla vita e all’economia dell’isola di Salina, in particolare di S. Marina. Una fase di grande fermento per il paese, che nel 1925 vede nascere la Società “Eolia Navigazione” (con soci di tutto l’arcipelago, oltre che da Milazzo) e quindi espandere sia i propri confini che il relativo volume d’affari.

Anche per questo, il locale di Via Risorgimento viene oggi adibito ad attività che abbiano proprio una natura di tipo commerciale, prevedendo all’interno una “sala immersiva” anche per gli eventi, come accaduto per il laboratorio realizzato alla fine di agosto 2024. Gli ambienti sono costituiti da alcune ampie stanze nel pianterreno, che portano ad un balcone che guarda verso il mare, a cui si aggiungono le stanze al piano superiore. Qui vi era un solarium, che veniva sfruttato dalle giovani Patini proprio per prendere il sole. La stessa Pia usava questo edificio come base d’appoggio quando andava e tornava dal mare durante il periodo estivo, perché la loro casa si trovava ben più in alto.

La grande di dimora dei Patini era ubicata in Via Oberdan, anch’essa compresa tra i luoghi lasciati in eredità nel Fondo. Una grande casa eoliana, tipica delle prestigiose famiglie di un tempo. In origine, l’edificio apparteneva per intero ai Lo Schiavo, di cui la madre di Pia e Angeletta era una componente.

La parte frontale dell’abitazione, esposta a levante, divenne di proprietà dei Patini, mentre quella a sud rimase di proprietà della famiglia d’origine (poi venduta in tempi più recenti); apparteneva infatti a Giovanni e alla sorella Angela (quest’ultima, nonna materna della due sorelle).

Originariamente, vi era una cucina col forno a legna, il salone con cassettoni e vetrine dove vi erano custodite anche le statue dei santi, oltre ad essere presenti ampie camere da letto. Chi ricorda quei tempi, parla di ambienti carichi di oggetti, di cristalli e altre ricchezze. Fuori c’era poi la classica pinnata, l’arco sotto cui la famiglia metteva le bottiglie di malvasia, olio, attrezzi agricoli e quant’altro, con una griglia di ferro per far circolare l’aria. Il piano superiore, dove vivevano i genitori, appariva intatto, come se il tempo si fosse fermato. Era come se le due sorelle fossero poi vissute sempre al piano inferiore, lasciandosi il passato alle spalle, che continuava a rimanere silenzioso sopra di loro.

Dopo la ristrutturazione, al piano terra sono state ricavate otto stanze da quelle preesistenti, cinque al piano di sopra. Ancora oggi, i balconi si aprono verso una splendida vista sul mare e sulle case di S. Marina Salina.

Michele Merenda