Spiritualità

Benedizione

Per una targa
su una casa di Salina
Una targa, Signore Gesù,
questa,
che oggi apponiamo a una parete,
invocandoti,
è umile.
Non fa clamore,
la targa, fa segno.
È legno dipinto,
ha occhi e cuore
e mani alle spalle.
Piccolo segno
di una benedizione
la tua
che vive nelle case
e respira fuori le case,
in alberi e panchine.
La targa fa racconto
di un pensiero
che fu per l’isola,
per Salina.
Racconta di te che abiti i pensieri.
Ti preghiamo,
fa’ che, sfiorati dalla brezza
dello Spirito
pure a noi sia dato
raccontare di te
che sei, insieme, accoglienza e cammino.
Entravi nelle case
e passavi per strade.
Casa della sosta con te
per donne e uomini
che bussano a un ascolto
senza titoli da esibire
per il solo privilegio
universale
di essere figli.
“La mia casa si chiamerà”
dice il profeta,
“casa di preghiera per tutti i popoli”.
Casa per sostare e per uscire
le pareti fatte vetro.
Fuori la terra, il mare,
le nuvole, il vento, i vulcani,
alberi e una panchina.
E storie di donne e di uomini
storie vissute.
Ricordaci il fuori, Signore,
il fuori degli ultimi della terra,
ricordaci la bellezza di un’isola
senza ristrettezze di marciapiedi,
dove dono è ancora andare
uno a fianco all’altro
e non uno dopo l’altro,
dove privilegio divino sia
sedersi per grazia a una panchina
e ancora potersi raccontare
e tu negli occhi
di chi non ha nessuno che lo ascolti,
emersione da solitudini.
Andavi per case e per strade.
Noi ti benediciamo:
l’umile targa della casa
silenziosa ci ricordi
il tuo e nostro andare
per case e per strade
nell’isola che amiamo.
Angelo Casati